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Approfondimento· 6 min di lettura

Carte Pokémon Gold Star: i grail dell’era EX spiegati

Per una certa generazione di collezionisti, niente colpisce come una Gold Star. Erano il traguardo dell’era EX: un Pokémon shiny, una piccola stella d’oro dove di solito sta il simbolo di rarità e un pull così raro da segnare un’intera apertura di box. Vent’anni dopo sono tra le carte più inseguite del vintage recente, e i motivi sono più solidi della sola nostalgia.

Cos’è davvero una Gold Star

Una Gold Star raffigura un Pokémon shiny (di colore alternativo), per esempio un Gyarados rosso o un Charizard grigio argento, e si riconosce da una piccola stella d’oro accanto al nome, al posto del solito simbolo di rarità. Sono uscite durante l’era EX (all’incirca 2004–2007 in inglese, con controparti giapponesi nei set EX e nelle promo). Il Charizard Gold Star di Dragon Frontiers è l’esempio per eccellenza.

Charizard Gold Star (Dragon Frontiers), un Charizard dai colori shiny con il simbolo della stella d’oro
Un Charizard Gold Star: nota i colori shiny (alternativi) e la piccola stella d’oro accanto al nome. L’intera linea Gold Star dell’era EX è opera di un solo illustratore.

I fatti che sorprendono

Due dettagli portano le Gold Star da “rare” a leggendarie. Primo, il pull rate: circa una Gold Star ogni due box, nell’ordine di 1 bustina su 72, il che le rendeva davvero dolorose da beccare all’epoca. Secondo, e questo sfugge perfino ai collezionisti esperti: ogni Gold Star inglese è stata illustrata dallo stesso artista, Masakazu Fukuda. Un intero sottogenere dei grail dell’hobby, una sola mano.

I super grail
Oltre alle Gold Star delle bustine ci sono quelle promo del Player’s Club: l’ Umbreon, l’Espeon e le altre Gold Star delle Eeveelution distribuite dal programma fedeltà giapponese. Molto più rare delle versioni dei set, sono tra le carte più costose dell’era EX in assoluto.

Perché hanno ancora premi così alti

Le Gold Star riuniscono tutto ciò che il mercato paga: vera scarsità (quel pull rate, dopo vent’anni di esemplari persi e rovinati), illustrazioni amate (versioni shiny di Pokémon iconici) e un pubblico nostalgico in pieno periodo di spesa. Si prezzano per quello che sono, un asset di scarsità più domanda, quindi le quotiamo sulla mediana delle vendite gradate recenti, e le condizioni le fanno oscillare parecchio data l’età (leggi come leggere una carta giapponese vintage). Per vedere dove stanno tra i grandi di sempre, guarda le carte Pokémon più rare, e per come il simbolo di rarità si inserisce nella scala più ampia, le rarità giapponesi spiegate.

Punti chiave
  • Le Gold Star mostrano un Pokémon shiny (di colore alternativo) e una stella d’oro al posto del simbolo di rarità.
  • Era EX (~2004–2007 in inglese, più set EX e promo giapponesi); pull rate ≈ una ogni due box.
  • Ogni Gold Star inglese è stata illustrata da un solo artista, Masakazu Fukuda.
  • Le Gold Star promo del Player’s Club (Umbreon, Espeon…) sono le più rare e le più care di tutte.
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